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giovedì 02 ottobre 2014
ALPHEUS - GOOD PREVAILS

ALPHEUS - GOOD PREVAILS

Posted by  fabrizio
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Nato e cresciuto da genitori giamaicani a Londra, Inghilterra, Alpheus (alias Neil Martin) ha sviluppato una passione per il canto dopo aver visto una vecchia registrazione di Sam Cooke eseguire in televisione, e l'esecuzione sui sistemi audio locali a Londra da giovane. Il suo amore per lo Ska e rocksteady ed il reggae si è sviluppato seguendo altri cantanti come John Holt, Marcia Griffiths, Don Carlos, Dennis Brown, Frankie Paul, Michael Gordon, Keith Douglas, Thriller U, Maxi Priest, e molti altri grandi artisti.

Mentre Alpheus viveva in Florida USA, nel 1997 è stato scoperto da Tony Brevett cantante dello storico gruppo rocksteady The Melodians.
Mr.Brevett accompagnò Alpheus al leggendario studio di Clement Coxsone Dodd lo STUDIO ONE a New York, dove dopo affinando il suo estro come vocalist e cantando vari singoli, Alpheus registra il suo album di debutto con "Quality Time" che è stato stampato nel 1999, dove sono incluse canzoni registrate su alcuni di quei ritmi classici dello Studio One.

Dopo aver girato gli Stati Uniti e l'apprendimento delle sue abilità di performance con artisti di talento come Everton Blender e Richie Spice, Alpheus ha continuato a cantare registrando un nuovo album reggae intitolato "Everything For A Reason" Francia, 2007.

Poi è arrivato un nuovo produttore come Roberto Sanchez che gli ha prodotto alcuni singoli ed un nuovo album, il terzo con "From Creation" sull'etichetta A-Lone Label nel 2011.

Dopo aver promosso questo album in vari festival rinomati in Europa, come Garance, Rototom, Montreux Jazz, Reggae Sun Ska, Reggae Geel e molti altri, la sua formazione creativa instaurata con un ottimo feeling con Roberto Sanchez porterà ad Alpheus a registrare il quarto album di qualità, uscito nell'aprile 2014 intitolato "Good Prevails". Il cammino artistico di Alpheus è solo all'inizio e sicuramente grazie al suo talento e la sua splendida voce, ci saranno tanti altri suoi ottimi successi nel calderone reggae mondiale. Intanto ci deliziamo del suo quarto album e buon ascolto.

Tracklist:

01. Our Strength
02. Open Your Eyes
03. The Right One
04. Look In The Mirror
05. Good Prevails
06. Rudie No More
07. Secret Rendezvous
08. Pass The Test
09. Reach For The Top
10. Show Some Love
11. Stand Up
12. Liberty
13. The Shadow
14. Soul Food

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martedì 12 marzo 2013
LEAH ROSIER - HIGH PAW

LEAH ROSIER - HIGH PAW

Posted by  fabrizio
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Nel mese di agosto del 2012, Leah pubblica il suo primo LP "High Paw" pubblicato attraverso l'etichetta "Likkle Green".
L'album contiene 10 brani scritti da Leah e la musica è stata prodotta da musicisti e produttori provenienti da diverse parti del mondo.
Leah Rosier è una compositrice, cantante, performer e MC con tanta energia dentro di se. Leah è una nuova voce promettente del contesto Reggae femminile europeo. Grande voce, bei testi e l'atteggiamento grande sono alcune delle caratteristiche di questa giovane artista olandese.
Nata ad Amsterdam nel 1984, inizia dalla più tenera età nella riproduzione di musica al pianoforte e alla chitarra. Grazie a suo fratello maggiore, lei ha ereditato la passione per reggae. Il suo tempo libero lo ha sempre dedicato a suonare la chitarra, componendo ed imparando ad utilizzare software di registrazione.
Durante il suo primo viaggio in Giamaica, Leah ha approfondito la sua passione per il reggae, la cultura e la storia dietro di essa.
Nel corso degli anni è riuscita a superare la sua timidezza e il 2010 ha pubblicato le sue prime canzoni e ha lavorato come DJ.
Nel mese di aprile del 2011 ha pubblicato il suo primo EP "The Real Leah. "Nel maggio 2010, in collaborazione con Marlon Asher, lancia il singolo "Amsterdam", con una buona diffusione.
Nel marzo 2012 entra a far parte di una band francese, la "Rise and Shine Band "e per tre settimane lavora in studio di registrazione. Inoltre Leah ha collaborato anche con una band olandese la "Two Roots Band", un quintetto olandese dedicato alla band di supporto, la quale ha registrato anche un album.
Dopo aver lavorato sodo, Leah inizia a lavorare con produttori e musicisti tra i quali i 'Black Star Foundation' offrendole l'opportunità di registrare questo eccellente album del gener roots & dub, e successivamente la porterà a lavorare con produttori e musicisti nel Regno Unito, Francia, Paesi Bassi e di Trinidad e Tobago.
Un grande esempio di capacità artistica e l'impegno per la musica reggae.
Aspettiamo con fiducia nuovi lavori di questa interessante artista dalle splendide caratteristiche vocali.

TRACKLIST:

01 Like A Lioness
02 On A Mission
03 Sunny Days
04 Free It Up
05 All For Love
06 Music Teach Me
07 Love Fyah
08 You Lied
09 Irie Speakah Remix
10 Sunny Days Dub

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venerdì 08 marzo 2013
BURNING SPEAR - ROCKING TIME

BURNING SPEAR - ROCKING TIME

Posted by  fabrizio
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Winston Rodney alias Burning Spear è senza alcun dubbio la più grande legenda vivente della storia del reggae.
Può essere tranquillamente denominato il terzo pilastro della musica giamaicana, dopo Bob Marley e Peter Tosh e grazie alla sua popolarietà internazionale si situa davanti a tutte le altre stars del reggae come Black Uhuru, Gregory Isaacs e i Culture.
Winston nasce a St. Ann Bay il 3 marzo del 1948, luogo di nascita anche di Bob Marley e sarà lui ad organizzargli un'audizione con il produttore allo Studio One nel 1969, dove registrò i suoi primi tre singoli 'Door Peep Shall Not Enter', 'Pick Up The Pieces' e 'Creation'.
L'accordo con Coxsone Dodd continuò fino al 1974, dopo la realizzazione di due albums, il primo stampato nel 1973 con
il titolo 'Burning Spear' e il secondo registrato nel 1974 con 'Rocking Time'. Inizialmente Winston Rodney aveva formato
i "Burning Spear" (al plurale) e nel suo gruppo cantavano Rupert Wellington e Delroy Hines (fratello di Justin, un altro grande cantante della musica reggae). L'album che abbiamo scelto è 'Rocking Time' un disco dove Winston Rodney mette in luce tutte le sue qualità vocali melodiche, piene di testi precisi e pungenti nello stesso tempo. La maggior parte dei testi vengono da una precisa ed attenta osservazione delle condizioni di vita della gente del ghetto, come la canzone 'Old Time Saying', 'Call On You' e 'Swell Headed',
della schiavitù subita durante 400 anni di oppressione straniera, con 'This Race' e dai ricordi del dolore subìto, e il ricordo per uno dei più importanti eroi nazionali come Marcus Mosiah Garvey (anch'esso nativo di Saint Ann).
I rapporti in studio con Coxsone Dodd erano abbastanza sereni e tranquilli e da un suo racconto mi diceva: "Quando vai all'università non ti pagano, anzi devi pagare tu, quindi tu vai in studio per fare della scuola, per progredire nel futuro, quindi lo Studio One è stata la prima scuola di musica ufficiale in Jamaica ed ha permesso a molti cantanti e gruppi di farsi conoscere e in molti casi giungendo a delle straordinarie carriere artistiche, conosciuti in tutto il
mondo".
Dopo aver registrato decine di singoli con medio successo, il gruppo chiuse con Dodd per collaborare con il grande produttore Jack 'Laurence Lindo' Ruby alla fine del 1974 e la registrazione di due albums, il primo nel 1975 'Marcus Garvey', e nel 1976 con
'Man In The Hills'. In questi lavori sono racchiusi al meglio i temi accennati nei due precedenti dischi per lo Studio One, e la canzone che prende il titolo dall'album 'Marcus Garvey' produsse più di un migliaio di discorsi politici nella coscienza dei giamaicani, ricordando alla popolazione la sofferenza e la povertà incalzante di quel periodo. Un altro singolo storico è da sottolineare 'Slavery Days' uno dei brani più noti ed ipnotici, basato su ritmiche di chiara matrice africana, così come vuole il testo della canzone: "Do you remember the days of slavery?".
La musica di Burning Spear sembra superare tutti i canoni musicali precedenti offerti dal sound dello Studio One, giungendo ora per
la prima volta a tematiche molto più importanti dell'amore, e dalla forte impostazione politica e religiosa rivolta ai Rasta.
Per tutti gli anni '70 sarà il gruppo leader del 'politics-reggae' e nel giugno del 1979 per la prima volta a Roma, anzi al mare
a Castelporziano (Ostia - Rm) ho assistito al mio primo concerto reggae della mia vita, e data la minore età mi sono fatto accompagnare da mio padre, a soli 14 anni vidi Mr. Burning Wadada con ben 12 componenti sul palco e tutti vestiti
con tute da ginnastica rosse. Un ricordo che tutt'ora è fisso nella memoria. Ma gli incontri più importanti con lui furono nell'ordine:
il 13 Marzo 1986, il 16 Aprile 1987 e nel Maggio del 2003, ma con minore intensità emotiva dato che non voleva vedere proprio
nessuno dopo il concerto.
La sua lontananza dalla Jamaica mi spiegò era causata dal clima insostenibile dalla troppa violenza, dalle troppe uccisioni indiscriminate, e nella maggior parte colpivano sempre più spesso gli stessi artisti reggae, alcuni amici uniti nel cammino artistico percorso in tanti anni di duro lavoro.
Mi fa alcuni esempi come Hugh Mundell, Jacob Miller, Prince Far I, Peter Tosh, il grande e storico produttore Osbourne "King Tubby" Ruddock, il genio e master del Dub, Carlton Barrett, il batterista legendario sia di Bob Marley And The Wailers, che di altri cantanti e Michael Smith il poeta.
Burning Spear è vincitore del Reggae Grammy Awards, con l'album 'Calling Rastafari' stampato per la gloriosa etichetta Heartbeat nel
1999 e dall'etichetta francese M10, un album veramente da consigliare per amplificare i vostri cuori, con le dolci e melodiche note delle canzoni 'Let's Move', 'Holy Man', 'Calling Rastafari', 'You Want Me To' e 'House Of Reggae'.....benvenuti in casa Burning Spear.

BURNING SPEAR - ROCKING TIME STUDIO ONE - 1974

TRACKLIST:


Call On You
Foggy Road
Swell Headed
Girls Like You
Old Time Saying
Bad To Worst
What A Happy Day
This Race
Walla Walla
Rocking Time
Weeping And Wailing
Mamie
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CULTURE - TWO SEVENS CLASH

CULTURE - TWO SEVENS CLASH

Posted by  fabrizio
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Il trio vocale dei Culture aiuta a definire al meglio il sound e lo stile roots della musica reggae, appartenente specialmente alla
corrente rastafariana, grazie al carismatico cantante, scrittore e leader del gruppo con Joseph Hill. Le sue liriche rappresentano
quei messaggi spirituali, sociali e politici di grande importanza in questo preciso periodo in Giamaica, insieme a militanti come
Burning Spear e Blach Uhuru. La carriera di Joseph Hill, nato a Linstead St. Catherine Jamaica, inizia quasi subito presso lo Studio One a suonare con la band "Soul Defenders" nel 1972 con la quale ha contribuito come musicista a registrare per altri artisti come
Freddie McKay per l'uscita dell'album 'Picture On The Wall'.
Dopo l'esperienza offerta presso lo Studio One, Coxsone Dodd gli fece anche registrare i suoi primi due singoli d'artista solista e
furono 'Behold The Land' e 'Take Me Girl', ma non ottennero un successo significativo. Il gruppo dei Soul Defenders intanto si trasferiva a suonare presso un circuito di hotel sulla costa nord verso St. Ann, Ocho Rios e Joseph nel frattempo andò a trovare suo cugino Albert Walker che gli disse se volva formare un trio vocale, e neanche passate due settimane insieme andarono a trovare un altro cugino Lloyd Kenneth 'Paley' Dayes, ed il passo fu breve per fondare il nuovo gruppo con il nome di 'African Disciples'.
L'incontro con Joe Gibbs ed Errol Thompson fu cruciale per il futuro del gruppo, il quale poi cambierà immediatamente nome nel
definitivo "Culture". Presso il Joe Gibbs Studio registreranno il loro terzo singolo, il primo con il nuovo nome, dal titolo 'This Time' e
stampato su etichetta 'Belmont', prima di diventare Joe Gibbs Label.
Il loro sound dolce e melodico vienne arricchito notevolmente dall'ottima band di musicisti presenti in studio con Lloyd Parks & We The People con una sezione fiati degna dei grandi artisti e gruppi, con l'aggiunta di Sly Dunbar e un Robbie Shakespeare alla chitarra, ed è stata una rarità dato che lui è un bassista puro.
I singoli successivi come 'See Them A Come' e 'Two Seven Clash' fecero scattare quella molla magica per il loro futuro di gruppo storico, anche perchè il 1977 sarà l'anno denominato maledetto dalla cultura dei Rasta, che vedeva l'apocalisse succedersi alla vita proprio in questo anno, ed esattamente il 7 luglio '77, ma siccome la paranoia era ai massimi storici in Giamaica, ed era per di più sotto elezioni politiche, fu l'anno dei massacri indiscriminati tra il popolo, per mano della polizia e complici con le unità militari di copertura, mischiando fatti di cronaca con rapine e aggressioni, con atti di violenza gratuita senza scrupoli, incolpandosi a vicenda senza poi spiegare un reale perchè di così tanto odio.
L'album 'Two Seven Clash' è divenuto un manifesto spirituale che attacca tutte le ingiustizie sia razziali, politiche e contro la povertà.
Non fu solo un successo legato solo alla Giamaica, ma ebbe un forte eco soprattutto in Inghilterra nei movimenti rock e punk.
Il primo album dei Culture inizia con 'Calling Rastafari' una canzone decisamente rivolta e dedicata a Jah Rastafari Haile Selassie I, con un ritmo deciso e le voci che sovrastano il sound ipnotico; la successiva 'I'm Alone In The Wilderness' il sound è più dolce e lento dove la tastiera e i precisi tocchi di chitarra rendono l'armonia della voce di Joseph Hill; con 'Pirate Days' c'inoltriamo nella vera storia della Giamaica con il racconto dei primi abitanti dell'isola, gli Arawaks e la successiva schiavizzazione nei neri arrivati con le navi dall'Africa.
Arrivati alla canzone 'Two Seven Clash' tocchiamo la più pura armonia in una ballata melodica con il tema dedicato esclusivamente ad uno degli eroi nazionali giamaicani, Marcus 'Moziah' Garvey, raccontando appunto della possibile catastrofica fine del mondo.
Con la canzone 'Get Ready To Ride The Lion Of Zion', forse la migliore dopo 'Two Seven Clash', la band raggiunge un'ottimizzazione del sound roots militante con i fiati che risaltono la ritmicità e il curioso effetto del ruggito del leone, effettuato da un rumore pre-registrato, ma la certezza è da metterla in forte dubbio. 'Black Starliner Must Come' ancora ricorda la famosa compagnia navale di Marcus Garvey, con la quale voleva rimpatriare tutti gli africani arrivati nei caraibi, per farli tornare in Ghana, Senegal, Congo, tutti paesi di provenienza e 'catturati' con la forza, non dobbiamo scordarcelo. 'Jah Pretty Face' è un lamento musicale quasi religioso inneggiante a Jah il Dio di tutti i rastamen, ma la canzone 'See Them A Come' di nuovo ci fa scattare in piedi per un sound veloce superbo accompagnato dalle voci impeccabili del trio dei cugini Culture con Joseph, Albert e Kenneth per un lavoro che segnerà una profonda traccia della musica reggae nella componente specifica del genere roots in tutto il mondo.
Dopo l'uscita del primo album, la collaborazione con Joe Gibbs continuava ancora e vennero realizzati altri due albums 'Baldhead Bridge' e 'More Culture' con la raccolta di vari singoli, ma il salto ancora più in alto dal punto di vista qualitativo i Culture l'otterranno quando stilarono il famoso contratto con l'unica produttrice femminile della storia della musica giamaicana, Sonia Pottinger, proprietaria dell'etichetta "High Note".
Il contratto prevedeva tre albums, tutti registrati presso gli studi di Duke Reid al Treasure Isle Recording Studio, e i loro titoli sono 'Harder Than The Rest' registrato nel 1978, 'Cumbolo' e 'International Herb' entrambi registrati nel 1979. Con il successo ottenuto con l'uscita di questi tre lavori, Sonia Pottinger firmò la liberatoria per i diritti con l'etichetta internazionale 'Virgin', e la quale stampò per il mercato discografico tutto l'intero catalogo reggae esistente alla fine degli anni '70 e l'inizio degli '80.
Incontrare i Culture di persona è stato una bella esperienza, conoscere la loro storia quasi di famiglia, i rapporti con Joe Gibbs, Coxsone Dodd e Sonia Pottinger, tre percorsi reali di vita di un gruppo che ha fatto e stà facendo tuttora la storia della Giamaica, attraverso il loro sound unico nel genere, con la voce di Joseph Hill vero trascinatore meditativo del trio.
Il primo incontro dei quattro effettuati, fu il 14 giugno 1991 sempre a Roma al Teatro Tenda Strisce, per un concerto strepitoso ed ipnotico, il pubblico da quel momento ha sempre supportato il gruppo negli anni seguenti. L'incontro si è svolto nella hall dell'hotel Caravel con tanto di musicisti al seguito, e le prime domande furono di carattere tecnico discografico riguardante l'uscita dello strano album 'Africa Stand Alone', e soprattutto di quello storico che più ricorderemo per sempre 'Two Seven Clash'.
"L'album 'Two Seven Clash' divenne un inno nel 1977 e nello stesso fu denominato il più profetico. L'opportunità di registrare nello studio di Joe Gibbs, ci ha completamente fatto scordare cos'è il mondo del business e dei suoi sporchi giochi burocratici, e nello stesso tempo non abbiamo mai avuto la cura di preoccuparci dei diritti, royalties, soldi insomma... Joe Gibbs andava in giro dicendo che noi Culture avevamo siglato un accordo scritto, e ci interessavano solo i soldi, questo è tutto un errore credimi! Noi non avevamo preso un dollaro (giamaicano) avevamo solo voglia di cantare, suonare e di raccontare le cose così come sono accadute, ma la differenza enorme di progettazione del lavoro è stata realizzata da Sonia Pottinger, la prima Lady Producer, con il solo intento di produrre solo e ottime produzioni musicali, portandoci nello studio discografico, da dove è iniziata la storia e la carriera di molti artisti giamaicani, stò parlando del Treasure Isle Recording Studio di Duke Reid, una persona precisa, sincera e leale, lui pagava tutti, e dico tutti, dai musicisti ai cantanti con i quali si accordava prima d'iniziare le session dei futuri dischi.
Il disco 'Africa Stand Alone" è l'ennesima pirateria discografica che non guarda in faccia a nessuno, vi siete scordati quanti dischi di Bob Marley ci sono in circolazione?.
Con un solo album pirata, noi possiamo stare solo che tranquilli, c'è molto di peggio in giro e poi noto che tu sai più cose di me, sei informato e vedo che hai l'anima del vero rootsman, complimenti per le tue assidue ricerche". In quel momento tutti mi guardarono, e non sapevo con quale umore, dato che gli sguardi erano intensi e decisi, ma dopo le calorose strette di mano e abbracci vari, mi sono rilassato dopo circa due ore e mezza di dialoghi.
La successiva intervista avvenne in Giamaica l'8 agosto 1992, quasi un anno dopo dal primo, e alla mia visita lui incredulo mi chiamò dietro il backstage del Reggae Sunsplash, a Montego Bay, per l'ultima serata intitolata 'International Night', dedicata alle stars internazionali, tra le quali Barrington Levy, Wailing Souls, Sugar Minott, Aswad e Junior Reid.
Poco tempo avevo per intrattenermi con lui e gli chiesi il perchè su gli ultimi dischi non c'era più in copertina Kenneth Dayes: "L'uscita di Kenneth può essere stata causata o da disaccordi personali, o può anche essere successo che lui aveva il bisogno di fare la propria strada da solo, o da riflettere per il futuro".
Neanche a farlo apposta tra il 2000 e il 2003 nelle copertine dei dischi dei Culture ora troviamo solo Joseph Hill, ma il sound è rimasto sempre quello di un tempo, melodico, energico e pieno di contenuti seri, contrari sia all'eccessiva modernizzazione degli strumenti musicali che ai testi dai contenuti puerili, aggressivi o offensiva, i Culture o Joseph Hill fanno davvero la differenza nel districato e complesso mondo della musica reggae.


TWO SEVEN CLASH JOE GIBBS- 1977

TRACKLIST:


Calling Rastafari
I'm Alone In THe Wilderness
Pirate Days
Two Seven Clash
I'm Not Ashamed
Get Ready To Ride The Lion Of Zion
Black Starliner Must Come
Jah Pretty Face
See Them A Come
Natty Dread Take Over

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