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CULTURE - TWO SEVENS CLASH

CULTURE - TWO SEVENS CLASH

Posted by  fabrizio
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Il trio vocale dei Culture aiuta a definire al meglio il sound e lo stile roots della musica reggae, appartenente specialmente alla
corrente rastafariana, grazie al carismatico cantante, scrittore e leader del gruppo con Joseph Hill. Le sue liriche rappresentano
quei messaggi spirituali, sociali e politici di grande importanza in questo preciso periodo in Giamaica, insieme a militanti come
Burning Spear e Blach Uhuru. La carriera di Joseph Hill, nato a Linstead St. Catherine Jamaica, inizia quasi subito presso lo Studio One a suonare con la band "Soul Defenders" nel 1972 con la quale ha contribuito come musicista a registrare per altri artisti come
Freddie McKay per l'uscita dell'album 'Picture On The Wall'.
Dopo l'esperienza offerta presso lo Studio One, Coxsone Dodd gli fece anche registrare i suoi primi due singoli d'artista solista e
furono 'Behold The Land' e 'Take Me Girl', ma non ottennero un successo significativo. Il gruppo dei Soul Defenders intanto si trasferiva a suonare presso un circuito di hotel sulla costa nord verso St. Ann, Ocho Rios e Joseph nel frattempo andò a trovare suo cugino Albert Walker che gli disse se volva formare un trio vocale, e neanche passate due settimane insieme andarono a trovare un altro cugino Lloyd Kenneth 'Paley' Dayes, ed il passo fu breve per fondare il nuovo gruppo con il nome di 'African Disciples'.
L'incontro con Joe Gibbs ed Errol Thompson fu cruciale per il futuro del gruppo, il quale poi cambierà immediatamente nome nel
definitivo "Culture". Presso il Joe Gibbs Studio registreranno il loro terzo singolo, il primo con il nuovo nome, dal titolo 'This Time' e
stampato su etichetta 'Belmont', prima di diventare Joe Gibbs Label.
Il loro sound dolce e melodico vienne arricchito notevolmente dall'ottima band di musicisti presenti in studio con Lloyd Parks & We The People con una sezione fiati degna dei grandi artisti e gruppi, con l'aggiunta di Sly Dunbar e un Robbie Shakespeare alla chitarra, ed è stata una rarità dato che lui è un bassista puro.
I singoli successivi come 'See Them A Come' e 'Two Seven Clash' fecero scattare quella molla magica per il loro futuro di gruppo storico, anche perchè il 1977 sarà l'anno denominato maledetto dalla cultura dei Rasta, che vedeva l'apocalisse succedersi alla vita proprio in questo anno, ed esattamente il 7 luglio '77, ma siccome la paranoia era ai massimi storici in Giamaica, ed era per di più sotto elezioni politiche, fu l'anno dei massacri indiscriminati tra il popolo, per mano della polizia e complici con le unità militari di copertura, mischiando fatti di cronaca con rapine e aggressioni, con atti di violenza gratuita senza scrupoli, incolpandosi a vicenda senza poi spiegare un reale perchè di così tanto odio.
L'album 'Two Seven Clash' è divenuto un manifesto spirituale che attacca tutte le ingiustizie sia razziali, politiche e contro la povertà.
Non fu solo un successo legato solo alla Giamaica, ma ebbe un forte eco soprattutto in Inghilterra nei movimenti rock e punk.
Il primo album dei Culture inizia con 'Calling Rastafari' una canzone decisamente rivolta e dedicata a Jah Rastafari Haile Selassie I, con un ritmo deciso e le voci che sovrastano il sound ipnotico; la successiva 'I'm Alone In The Wilderness' il sound è più dolce e lento dove la tastiera e i precisi tocchi di chitarra rendono l'armonia della voce di Joseph Hill; con 'Pirate Days' c'inoltriamo nella vera storia della Giamaica con il racconto dei primi abitanti dell'isola, gli Arawaks e la successiva schiavizzazione nei neri arrivati con le navi dall'Africa.
Arrivati alla canzone 'Two Seven Clash' tocchiamo la più pura armonia in una ballata melodica con il tema dedicato esclusivamente ad uno degli eroi nazionali giamaicani, Marcus 'Moziah' Garvey, raccontando appunto della possibile catastrofica fine del mondo.
Con la canzone 'Get Ready To Ride The Lion Of Zion', forse la migliore dopo 'Two Seven Clash', la band raggiunge un'ottimizzazione del sound roots militante con i fiati che risaltono la ritmicità e il curioso effetto del ruggito del leone, effettuato da un rumore pre-registrato, ma la certezza è da metterla in forte dubbio. 'Black Starliner Must Come' ancora ricorda la famosa compagnia navale di Marcus Garvey, con la quale voleva rimpatriare tutti gli africani arrivati nei caraibi, per farli tornare in Ghana, Senegal, Congo, tutti paesi di provenienza e 'catturati' con la forza, non dobbiamo scordarcelo. 'Jah Pretty Face' è un lamento musicale quasi religioso inneggiante a Jah il Dio di tutti i rastamen, ma la canzone 'See Them A Come' di nuovo ci fa scattare in piedi per un sound veloce superbo accompagnato dalle voci impeccabili del trio dei cugini Culture con Joseph, Albert e Kenneth per un lavoro che segnerà una profonda traccia della musica reggae nella componente specifica del genere roots in tutto il mondo.
Dopo l'uscita del primo album, la collaborazione con Joe Gibbs continuava ancora e vennero realizzati altri due albums 'Baldhead Bridge' e 'More Culture' con la raccolta di vari singoli, ma il salto ancora più in alto dal punto di vista qualitativo i Culture l'otterranno quando stilarono il famoso contratto con l'unica produttrice femminile della storia della musica giamaicana, Sonia Pottinger, proprietaria dell'etichetta "High Note".
Il contratto prevedeva tre albums, tutti registrati presso gli studi di Duke Reid al Treasure Isle Recording Studio, e i loro titoli sono 'Harder Than The Rest' registrato nel 1978, 'Cumbolo' e 'International Herb' entrambi registrati nel 1979. Con il successo ottenuto con l'uscita di questi tre lavori, Sonia Pottinger firmò la liberatoria per i diritti con l'etichetta internazionale 'Virgin', e la quale stampò per il mercato discografico tutto l'intero catalogo reggae esistente alla fine degli anni '70 e l'inizio degli '80.
Incontrare i Culture di persona è stato una bella esperienza, conoscere la loro storia quasi di famiglia, i rapporti con Joe Gibbs, Coxsone Dodd e Sonia Pottinger, tre percorsi reali di vita di un gruppo che ha fatto e stà facendo tuttora la storia della Giamaica, attraverso il loro sound unico nel genere, con la voce di Joseph Hill vero trascinatore meditativo del trio.
Il primo incontro dei quattro effettuati, fu il 14 giugno 1991 sempre a Roma al Teatro Tenda Strisce, per un concerto strepitoso ed ipnotico, il pubblico da quel momento ha sempre supportato il gruppo negli anni seguenti. L'incontro si è svolto nella hall dell'hotel Caravel con tanto di musicisti al seguito, e le prime domande furono di carattere tecnico discografico riguardante l'uscita dello strano album 'Africa Stand Alone', e soprattutto di quello storico che più ricorderemo per sempre 'Two Seven Clash'.
"L'album 'Two Seven Clash' divenne un inno nel 1977 e nello stesso fu denominato il più profetico. L'opportunità di registrare nello studio di Joe Gibbs, ci ha completamente fatto scordare cos'è il mondo del business e dei suoi sporchi giochi burocratici, e nello stesso tempo non abbiamo mai avuto la cura di preoccuparci dei diritti, royalties, soldi insomma... Joe Gibbs andava in giro dicendo che noi Culture avevamo siglato un accordo scritto, e ci interessavano solo i soldi, questo è tutto un errore credimi! Noi non avevamo preso un dollaro (giamaicano) avevamo solo voglia di cantare, suonare e di raccontare le cose così come sono accadute, ma la differenza enorme di progettazione del lavoro è stata realizzata da Sonia Pottinger, la prima Lady Producer, con il solo intento di produrre solo e ottime produzioni musicali, portandoci nello studio discografico, da dove è iniziata la storia e la carriera di molti artisti giamaicani, stò parlando del Treasure Isle Recording Studio di Duke Reid, una persona precisa, sincera e leale, lui pagava tutti, e dico tutti, dai musicisti ai cantanti con i quali si accordava prima d'iniziare le session dei futuri dischi.
Il disco 'Africa Stand Alone" è l'ennesima pirateria discografica che non guarda in faccia a nessuno, vi siete scordati quanti dischi di Bob Marley ci sono in circolazione?.
Con un solo album pirata, noi possiamo stare solo che tranquilli, c'è molto di peggio in giro e poi noto che tu sai più cose di me, sei informato e vedo che hai l'anima del vero rootsman, complimenti per le tue assidue ricerche". In quel momento tutti mi guardarono, e non sapevo con quale umore, dato che gli sguardi erano intensi e decisi, ma dopo le calorose strette di mano e abbracci vari, mi sono rilassato dopo circa due ore e mezza di dialoghi.
La successiva intervista avvenne in Giamaica l'8 agosto 1992, quasi un anno dopo dal primo, e alla mia visita lui incredulo mi chiamò dietro il backstage del Reggae Sunsplash, a Montego Bay, per l'ultima serata intitolata 'International Night', dedicata alle stars internazionali, tra le quali Barrington Levy, Wailing Souls, Sugar Minott, Aswad e Junior Reid.
Poco tempo avevo per intrattenermi con lui e gli chiesi il perchè su gli ultimi dischi non c'era più in copertina Kenneth Dayes: "L'uscita di Kenneth può essere stata causata o da disaccordi personali, o può anche essere successo che lui aveva il bisogno di fare la propria strada da solo, o da riflettere per il futuro".
Neanche a farlo apposta tra il 2000 e il 2003 nelle copertine dei dischi dei Culture ora troviamo solo Joseph Hill, ma il sound è rimasto sempre quello di un tempo, melodico, energico e pieno di contenuti seri, contrari sia all'eccessiva modernizzazione degli strumenti musicali che ai testi dai contenuti puerili, aggressivi o offensiva, i Culture o Joseph Hill fanno davvero la differenza nel districato e complesso mondo della musica reggae.


TWO SEVEN CLASH JOE GIBBS- 1977

TRACKLIST:


Calling Rastafari
I'm Alone In THe Wilderness
Pirate Days
Two Seven Clash
I'm Not Ashamed
Get Ready To Ride The Lion Of Zion
Black Starliner Must Come
Jah Pretty Face
See Them A Come
Natty Dread Take Over

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